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LA MAGIA DEL NATALE NEL PRESEPE VIVENTE

Museo LA MANERA
Pubblicato da in Eventi ·
Tags: presepescuolebimbidisegni
Quest’anno alle insegnanti della scuola dell’Infanzia e a quelle della Primaria del nostro paese era stato chiesto da parte dei volontari del Co.Pre.Vi. e del Museo, di dedicare, a scuola, qualche momento al tema “Presepe Vivente”. La proposta era stata accettata e al ritorno dopo le vacanze natalizie i bambini hanno disegnato e raccontato.
I loro elaborati verranno poi esposti al museo, (qui un'anteprima di qualche capolavoro).
Pensieri freschi come fiocchi di neve e disegni che suscitano gioia per un evento che ancora stupisce.

“ Io non ho partecipato al Presepe Vivente. Io l’ho ammirato”. Così esordisce un bambino nel suo racconto. E ammirare significa guardare con interesse congiunto ad ammirazione e stupore. È stato colto proprio lo stato d’animo che solitamente provano un po’ tutti gli spettatori della manifestazione.
I bambini della scuola dell’Infanzia hanno disegnato perlopiù la capanna della natività e se l’asino ed il bue non ci stavano all’interno, hanno tranquillamente trovato posto sul tetto!
Una bambina ha poi avuto un pensiero gentile. Secondo lei le lavandaie avrebbero potuto offrire un vestito pulito alla Madonna e lavare quello che indossava. Ottima l’idea per la prossima edizione!
I più piccoli della scuola Primaria sono rimasti molto colpiti dai soldati romani che hanno descritto forti e muscolosi. Alcuni hanno così trovato la loro vocazione, infatti asseriscono di voler fare, da grandi, il soldato romano. Anche gli animali del presepe hanno riscosso molta ammirazione, in particolare il gregge: “ Mi è piaciuto il gregge perché mi piacciono le pecore. C’erano gli agnellini che erano bellissimi. Ero felice sìììììììììììììììììììì!!!!”.
“ Era la sera del presepe vivente, niente musica, niente rumore. Solo silenzio con gioia e pace: è nato Gesù Bambino”. Con due semplici frasi una bimba ha espresso lo spirito vero del Natale.
Gli antichi mestieri hanno destato in tutti molto interesse. Certo per loro guardare l’arrotino,  il ciabattino, il fabbro, le lavandaie, i mercanti, i taglialegna, il cestaio…. è stata una novità assoluta:  “Il presepe era così magico con tutte le cose che c’erano! Poi sono rimasto a bocca aperta nel vedere quei personaggi vestiti in un modo stranissimo”.
Coloro che hanno interpretato  gli scolari di Betlemme si sono divertiti e qualcuno ha pure imparato il latino.
Un po’ di preoccupazione c’è stata per un papà che, andato a fare il censimento, ”è stato frustato ben tre volte poi i soldati romani si sono stancati  e lo hanno chiuso in cella”.  Forse non aveva dichiarato il giusto?
Qualcuno ha scritto delle belle filastrocche che riportiamo ma a conclusione di tutto  siamo d’accordo con chi ha commentato:
                   ” È stato bello soprattutto perché ho visto nascere Gesù!!!”.
Il coinvolgimento dei giovanissimi può far sperare che il Presepe Vivente di Santa Cristina , ormai diventato una tradizione, possa avere lunga vita.  

IL PRESEPE VIVENTE (secondo alcune alunne di classe quinta)
In una notte piena di stelle,
in una notte piena d’amore,
anche se fa freddo, le tuniche indossiamo,
anche se fa freddo al censimento andiamo
perché questa sera non siamo statuine immobili
perché questa sera, statue vive, camminiamo
per le vie del paese e vediamo
gli occhi dei bambini brillare di gioia:
questa notte, con i Romani, i contadini,
il fabbro, i pastori e gli scolari, il presepe è vivo.
Ognuno ha il suo posto nel mondo,
non più su un tavolo.
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Si sta tutti al buio
ma nessuno ha paura…
anzi la gente sorride serena
perché, in una capanna,
con il bue e l’asinello,
al caldo,
è nato Gesù
tra Giuseppe e Maria.
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In una notte di cielo sereno Santa Cristina
si trasforma in Palestina
dove sarebbe nato Gesù, da una dolce e generosa donna
chiamata Maria, la Madonna
e da un gentile falegname chiamato Giuseppe
che padre al bambino far bene seppe.
Gesù è nato a Betlemme, in una capanna,
scaldato da un asino e un bue per fare la nanna.
La rappresentazione nel nostro paese
racconta a più riprese
proprio quell’avvenimento:
alla vigilia di Natale è un bellissimo evento!
Tra mercanti, soldati, lavandaie e pastori
si trova anche la scuola dove, senza timori,
i bambini, per una sera, han giocato,
cantato, studiato e recitato
con due maestre, Silvia e Fiorenza,
molto simpatiche: non si può starne senza!
Quella notte si è riempita di magia:
non volevo più andarmene via.
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La sera della vigilia di Natale
tutto il paese si è riunito lungo la via principale
che dalla piazza A.C.L.I., la più importante,
porta alla chiesa illuminata e scintillante.
Da visitare la botteghe di tanti artigiani: panettieri, cestai,
falegnami, ciabattini, lavandaie e vasai.
Al mercato si affolla la gente per comperare
frutta, formaggi, salumi, pane così che la famiglia si può sfamare.
C’è la scuola dove si insegna anche il latino
che è il terrore di ogni bambino,
ma ciò che davvero fa a tutti spavento
è andar dai soldati a fare il censimento.
Ci vanno anche Giuseppe e Maria
con l’asinello e dopo via,
salgon pian piano su per la collina
e tutta la gente sta a loro vicina.
Con i cani vegliano il gregge i pastori
e le pecore piacciono ai visitatori!
La mezzanotte sta per suonare:
ecco la Sacra Famiglia arrivare
nella capanna col bue e l’asinello…
Oh meraviglia! C’è il Bambinello!
(che veramente è una cugina mia,
ma tutta fasciata non si capisce chi sia).
Si inginocchiano tutti per adorare Gesù
e una cometa splende lassù:
guida i Re Magi giunti da Oriente
e Don Marco guida in chiesa tutta la gente.



Museo della civiltà agricola "LA MANERA" - frazione Santa Cristina di Borgomanero - ex palazzo Bono piazzale chiesa

Museo della civiltà agricola "LA MANERA" - frazione Santa Cristina di Borgomanero
Museo della civiltà agricola "LA MANERA" - Santa Cristina di Borgomanero
Museo della civiltà agricola "LA MANERA"
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